Warm Bodies – quella volta che mi sono innamorata di uno zombie.

Sono morto, ma non è poi così male. Ho imparato a conviverci.
Mi spiace di non potermi presentare come si deve, ma non ho più un nome. Quasi nessuno di noi ce l’ha. Smarriti come chiavi di automobili, dimenticati come anniversari. Il mio credo cominciasse per “R”, ma è tutto ciò che so.

Così si apre Warm Bodies di Isaac Marion, un libro che ribalta totalmente le nostre conoscenze sugli zombie. Se vi aspettate “La notte dei morti viventi”, vi sbagliate di grosso. Gli zombie di Marion sono completamente diversi rispetto a quando è stato detto di loro, sia in letteratura che in filmologia, c’è una parte di loro che in realtà non è proprio così “morta” come sembra, c’è ancora chi tra di loro nutre delle speranze e che cerca un qualcosa che li leghi ancora al mondo dei vivi.

Warm BodiesIl nostro protagonista si chiama R ed è uno zombie, questo è innegabile, ma nonostante ciò è e si sente diverso rispetto agli altri suoi simili. Vive in una America post-apocalittica dove il numero dei non-morti supera quello dei vivi. Non si sa cosa sia realmente accaduto, il motivo per cui si sia sviluppato il “morbo” che ha corrotto, o meglio contagiato, gli animi umani facendoli diventare dei corpi in decomposizione affamati ed in continua crescita numerica.
R in tutto questo rappresenta una vera eccezione, egli infatti è ancora in grado di desiderare, non gli basta passare la sua esistenza nell’attesa della prossima “caccia” alla ricerca di sangue da bere e cervelli di cui nutrirsi, R vorrebbe di più. Purtroppo non possiede alcun ricordo della sua vita precedente, non gli batte più il cuore, non po’ assaporare il sapore dei cibi e, ancor peggio, le sue capacità comunicative si riducono a pochissime parole condite da molti versi gorgoglianti. Nonostante ciò, dentro di lui continuano a vivere, o meglio sopravvivere, un turbine di emozioni che non riesce a proiettare al di là della sua mente, un mondo meraviglioso, ma tremendamente nostalgico.
Durante una “battuta di caccia”,  la vita di R cambia. Dopo aver mangiato il cervello di un ragazzo, R si appropria dei sentimenti e dei ricordi di lui ed improvvisamente intreccia una strana relazione con la ragazza della sua vittima, Julie.
Questo evento è portato a sovvertire le regole di un mondo grigio ed in decomposizione poiché contrario ad ogni logica. R vuole respirare, vivere di nuovo, ridere ed amare, e Julie, vedendo il lui qualcosa di più di un mostro, vuole aiutarlo in questa riscoperta del mondo. Entrambi però non sanno che la loro unione creerà non pochi problemi a molti, sia dal lato dei vivi che da quello dei non-morti. Una rivoluzione, molto più grande di loro, è in atto. Una rivoluzione che sconvolgerà per sempre la vita di una comunità di superstiti e dei loro affamati vicini.

Il mio rating:

Quello di R è un personaggio complesso, ma ricorda quei personaggi decadenti, in cerca del vero amore e delle vere emozione, una sorta di Sturm und Drang formato zombie, dove però queste forti emozioni restano intrappolate sotto strati di pelle e muscoli in decomposizione. Solo lo shock del rapporto che instaura con Julie iniziano a scalfire e ridare vita piano piano a questo uomo che si nasconde dietro alla facciata di mostro.
Molti sarebbero portati a pensare che Julie soffra di una spiccata “sindrome di Stoccolma”, dove il tuo carnefice diventa il tuo migliore amico, ma in realtà credo che Julie riesca a vedere veramente chi sia R e che in lui veda la possibilità che al mondo esista ancora qualcosa di cui gioire, qualcosa da accudire e da far crescere.
E anche se Julie potrebbe essere colpevolizzata per non essere in lutto per la morte del suo ragazzo, forse bisognerebbe mettersi un po’ di più nei suoi panni e pensare a quanto questo incontro con R possa aver cambiato la sua idea generale sul mondo che la circonda, vedendo in lui e nella loro stramba amicizia un futuro dove invece per anni si è vissuto solo al presente, dove persino i vivi sono più emozionalmente morti rispetto agli zombie che li assediano.

Isaac Marion deve la sua fortuna al passaparola online che ha fatto diventare la sua short story I Am a Zombie Filled with Love la più cliccata d’America. Da questa breve storia è nato, circa un anno dopo, Warm Bodies. Seconda fortunata coincidenza è l’aver incontrato Stephenie Meyer sul suo cammino che, da appassionata lettrice quale è ha dichiarato: “Non avrei mai immaginato di potermi affezionare così tanto ad uno zombie”. La macchina “Meyer” non si è fermata solo alla promozione del libro, ma ha subito contattato la Summit (che possiede i diritti cinematografici della Saga di Twilight) per farne acquisire i diritti. Nel 2013 Warm Bodies diventerà anche un film, nella speranza che, come sempre, sia degno del suo “padre cartaceo”.

Se siete curiosi, avete dimestichezza con l’inglese e volete leggere la short story dalle cui ceneri è nato Warm Bodies, cliccate qui sotto.

I'm a zombie filled with love

Invece cliccando qui troverete il pdf delle prime 31 pagine, così potrete saggiare il mondo degli zombie con il cuore creato da Isaac Marion.

– Liz

Annunci

2 pensieri su “Warm Bodies – quella volta che mi sono innamorata di uno zombie.

  1. Pingback: Il primo trailer per Warm Bodies! « Un-read, i non letti

  2. Pingback: Domani gli zombie invaderanno i cinema, esce Warm Bodies!! « Un-read, i non letti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...