Deeper: l’amore ed il destino di Grace e Sam racchiusi nel sangue

Deeper 

Maggie Stiefavater

  “I Lupi di Mercy Falls “

Sam:-Non per te. Tu devi solo continuare a essere Grace e a vivere, sarò io a rincorrerti, e ad adattare la mia creatività e i miei versi al modo in cui tu cambi

[…]

Troverò una cura, e poi troverò Grace.

Con un piccolo groppo al cuore e malinconia a pacchetti da vendere, ho concluso ‘Deeper’ seguito di ‘Shiver’, e mi ci sono voluti un paio di giorni per riprendermi ed analizzarlo e recensirlo oggettivamente, altrimenti se avessi scritto questo articolo appena concluso il libro, sarebbe stato più composto da queste frasi ‘Noooooooo perchèèèèèèè va tutto male?Nuoooooooo non può essere… ‘.
Quindi tenendo a bada la parte di me che ha davvero timore di leggere il terzo libro, ecco cosa ne ho pensato di ‘Deeper’.
Come abbiamo lasciato i nostri eroi-protagonisti? (cliccando qui potrete leggere la recensione di Shiver, quindi come tutto è cominciato’): Grace con una mossa estrema ideata da Isabelle, è riuscita a trovare una cura per Sam, a dispetto di tutto si è salvato.. ed ora è umano.

Continua la storia d’amore tra Grace e Sam, dopo aver pensato che tutto fosse perduto, ora i due sono liberi di amarsi senza alcuna paura: Sam è ora ‘solo’ un uomo, e la maledizione di trasformarsi in lupo per sempre, è solo un incubo . Quindi nulla sembra ormai d’intralcio ai due ragazzi, il cui legame si fa sempre più forte, tanto da progettare una vita insieme terminato il liceo.

La quotidianità dei due protagonisti, che si godono la loro serenità tanto desiderata esattamente come due adolescenti qualunque, viene scombussolata da alcuni eventi: l’arrivo di Cole, un ragazzo problematico e misterioso, che si è fatto mordere ed infettare di proposito (ed il fatto di essere una famosa rock-star non farà altro che accendere altri riflettori sui lupi), che sconvolgerà anche la vita di Isabelle. Mentre Olivia, l’amica di Grace,è introvabile e ricercata dalla famiglia, il ritrovamento di un lupo morto per motivi inspiegabili e strani innescherà una serie di problemi a catena.

Sembrano solo piccoli avvenimenti che intralciano la serenità di Sam e Grace all’inizio, ma il tutto degenererà dal momento in cui Grace inizierà ad accusare strani sintomi, ed i genitori l’allontaneranno da Sam osteggiando il loro legame. L’angoscia e la preoccupazione di Sam che inizia ad avere qualche sospetto sulla malattia di Grace, diventeranno certezze quando la sua amata è ormai in fin di vita, e Cole, entrato insieme ad Isabelle nel vortice degli avvenimenti, scoprirà cosa sta uccidendo Grace …. perchè seppur morsa sei anni prima non si è trasformata in una lupa.

E Sam nel finale struggente, capirà.. che il Destino si è tragicamente fatto beffe di lui, ancora una volta.

E brava Maggie Stiefvater, che mi ha tenuta incollata in questo libro che ho letto nel giro di due sere. Sarò banale, ma la recensione non si sposta molto da quella che ho scritto di ‘Shiver’, confermando appieno le mie critiche e le mie lodi. Il libro scorre così velocemente che sembra quasi una gara con il cronometro in mano: eppure non è così breve dal punto di vista della pagine, ma anche qui, il modo frenetico in cui la Stiefvater narra le vicende ne fanno a mio avviso il suo marchio di fabbrica, ma differenze stilistiche qui, rispetto a ‘Shiver’ comunque ce ne sono.

In primis il punto di vista si quadruplica, oltre a Sam e Grace, i narratori diventano anche Isabelle e Cole. A mio avviso, ancora non ho trovato così interessante il personaggio di Isabelle, che ci viene descritta esattamente come nel primo libro .. mi chiedo solo se avrà un ruolo più cruciale nel terzo libro. Cole invece è una ‘new-entry’ molto interessante: cinico, perfido, disinteressato e davvero maledetto .. possiamo odiarlo quanto vogliamo, ma è la sua mente alla fine , ad ideare la soluzione finale per Grace.

Nonostante sia strano e divertente Cole e la sua strana storia con Isabelle (che più diversi non si può) il fulcro della storia sono sempre Grace e Sam.Questo libro sicuramente è un gradino più maturo rispetto al primo libro, così come è naturale che sia, vi è un’evoluzione del loro amore. Molti meno baci e contatto fisico, il loro legame sarà fatto di frasi pensieri, gru di carta, e progetti.. tanti progetti prima che tutto finisca a scatafascio. Entrambi sanno e sono consapevoli della strada che hanno intrapreso, tanto che Grace non esita a sfidare i propri genitori per dimostrare la consapevolezza dei suoi sentimenti.. ma nonostante questo, i due internamente sono divisi.

Maggie Stiefavter fa entrare in gioco il Fato, si proprio quel Fato di shakesperiana memoria che ci mette lo zampino iniziando a capovolgere la situazione per i due sfortunati amanti, che involontariamente come in una tragedia, chiameranno a raccolta altri personaggi: Isabelle e Cole appunto.

Gli odori e le fragranze, ed ogni gamma di profumo vengono nuovamente usate come ‘metro’ per narrare la storia, che ho spesso trovato molto più efficaci di intere frasi o aggettivi. Ancora una volta la storia si dipana anche in vari flash-back continui di tutti e quattro i personaggi, ed ogni ricordo non è mai banale, ma un tassello necessario alla storia.

A mio avviso, affascinante e crudele è il fatto che lo stesso sangue ed il proprio corpo diventino un essere apparte, due entità distinte:Grace che vuole semplicemente l’amore dell’unica persona che le dia stabilità, ma il corpo che inizia ad ammalarsi, glielo proibisce. Sam che si sente diviso come non mai tra il suo corpo ed il mondo dei lupi ed il suo cuore che vorrebbe quella stabilità umana a lui del tutto nuova, o Cole che vorrebbe affogare per sempre le sua angosce diventando un lupo per sempre. Il concetto del libro è sottile e diretto: non si può sempre vivere divisi, ma come si può effettivamente lottare contro se stessi?

Il lettore quindi lo capisce terminato il libro.. nella storia non ci sono cattivi veri o antagonisti, ma soli i singoli personaggi, ciascuno in balia delle scelte e delle conseguenze, che non solo arrivano sempre e comunque, ma ribaltano diametralmente le posizioni e le pedine in gioco. E questa imprevedibilità e cattiva sorte, fanno scaturire nel lettore la voglia assoluta di un benedetto ‘Happy Ending’ (eh-si-dai-cioè-uff), coinvolgendolo.

Concludo dicendo che come mi è capitato mille volte nella lettura di libri ‘di mezzo’ di Saghe, ho avuto la sensazione che questo fosse molto volutamente di passaggio tra il primo e quello che ne seguirà.. l’impressione che il tutto si giocherà nel terzo e conclusivo libro.

E noi, chiusa l’ultima pagina, non possiamo far altro che stringerci attorno a Sam che fa la sua straziante promessa a se stesso .. che ci condurrà  all’ultimo  libro, ‘Forever’.

– Padme.

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