Schegge di me – Un cuore che ha bisogno di vorrebbe credere in un mondo migliore.

L’incontro con “Schegge di Me” è stato più o meno un colpo di fulmine, lo sguardo in copertina ha catturato immediatamente il mio e le particolarità della scrittura, di cui vi parlerò dopo, hanno fatto il resto. E’ quindi con immenso piacere che vi presento la mia recensione di “Schegge di Me” di Tahereh Mafi, edito da Rizzoli.

Sono rinchiusa da 264 giorni. A tenermi compagnia ci sono solo un quadernetto, una penna malridotta e i numeri che mi frullano nella testa. 1 finestra. 4 pareti. 15 metri quadrati di spazio. 26 lettere di un alfabeto di cui on mi sono mai servita nel corso di 264 giorni d’isolamento.

6336 ore dall’ultima volta che ho toccato un essere umano.

More about Schegge di me264 giorni chiusa in una cella, senza contatti con il mondo, perchè Juliette ha un potere terribile: se tocca una persona può ucciderla. A tenerla prigioniera è la Restaurazione, un gruppo militare che intende usarla come arma.
Scappare è impensabile, finché nella cella di Juliette entra Adam, un soldato semplice che scopre di essere immune al suo tocco. Il loro incontro è la scintilla che fa accendere una speranza, la chiave che potrebbe aprire molte porte. Perché la vita li chiama, oltre i muri della prigione. Insieme progettano la fuga. alla ricerca di un mondo che non la consideri più nè un’arma nè un mostro, ma una persona speciale, che con il suo potere può fare la differenza.

Il mio rating: 

Questo libro è stato fin dall’inizio una vera sorpresa: bellissimo, intenso, emozionante, romantico ed adrenalinico. L’ho decisamente divorato, ed anche se è passato tanto tempo da quando ho finito di leggerlo, rimango ancora affascinata da questo romanzo e dalle emozioni che mi ha lasciato.

La punta di diamate di questo libro è sicuramente lo stile dell’autrice, l’originalità del linguaggio usato da Tahereh Mafi fa di “Schegge di Me” (titolo originale: “Shatter Me“) una perla nel mondo young adult. L’innovazione maggiore è sicuramente quella “cancellazione“, ovvero l’utilizzo di quello che in gergo tecnico viene definito come lo “strikethrough“: parole o intere frasi cancellate con una riga sopra. L’autrice usa questa tecnica per indicare quello che la protagonista pensa davvero, ma che in realtà si impone di non pensare o di non esprimere, ciò che vorrebbe tenere solo per sé. Come quando scriviamo qualcosa di getto, un pensiero che la nostra mente non riesce a bloccare, ma una volta scritto lo cancelliamo perché è una realtà che non siamo in grado di accettare o che non vogliamo accettare.

La nostra protagonista, Juliette, ha un dono, un potere di cui tutti hanno paura e di cui lei stessa ha timore per le conseguenze che i suoi gesti possono avere sugli altri. Per questo motivo Juliette è stata richiusa in un carcere di massima sicurezza dai suoi stessi genitori, dove non esiste contatto umano e la vita è solo negazione.

Ed è in questo luogo di paura e reclusione che Juliette trova la sua occasione. Adam entra nella sua cella come prigioniero, pur non essendolo, e piano piano cerca di ottenere la fiducia di Juliette per scoprire che lui è immune al suo dono.

L’ingresso di Adam nella cella di Juliette è un’orrida mossa di Warner, comandante dell’esercito della Restaurazione. Ciò che vuole Warner è il potere di Juliette: vorrebbe che lei diventasse la sua arma, in cambio Warner le darebbe la libertà.

Pur essendo una proposta molto allettante, l’animo di Juliette è puro. Lei non è un mostro, è più che umana ed ha paura dell’effetto che il suo potere ha sulle altre persone, per questo motivo non è disposta a scendere a patti con Warner, preferirebbe morire piuttosto che usare il suo potere sugli altri.

L’unica salvezza per Juliette è Adam. Adam si innamora di Juliette – anzi sarebbe più corretto dire che lui è sempre stato innamorato di lei, ma così potrei rivelarvi troppo… – ed insieme scappano dal palazzo/fortezza di Warner alla ricerca di un luogo sicuro dove poter vivere la loro vita.

La fuga non sarà facile ed Adam non è solo, ha un fratello minore, James, che dipende totalmente da lui. Ma tra mille pericoli ed inseguimenti, Adam, Juliette e James giungono in un luogo segreto dove Juliette scopre di non essere la sola ad avere dei poteri.

Ci troviamo ancora una volta in un’epoca postapocalittica – sì lo so, oramai la mia è una vera fissazione per il genere, ma in questo caso non è stata un’azione premeditata – la Terra non è esattamente il luogo che ricordiamo. Il paesaggio è ostile e desertico. La popolazione vive nella paura della legge e paura dell’ignoto. La sopravvivenza è l’unico scopo delle loro vite.

La mia valutazione per questo romanzo è assolutamente positiva e non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo, che uscirà in America il 5 Febbraio 2013. Speriamo per noi che i tempi di traduzione e pubblicazione siano brevi!

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Un pensiero su “Schegge di me – Un cuore che ha bisogno di vorrebbe credere in un mondo migliore.

  1. Appena finito! E’ meraviglioso e io credo che dandogli “solo” 4 stelline non gli hai reso giustizia.
    Questo romanzo mi ha coinvolta fin dalle prime righe e l’incontro con Adam è stato come gettare benzina sul fuoco. Vogliamo parlare di Warner? Odioso bastardo che comunque ha un fascino inaspettato. Adoro alla follia James e avrei preso a sberle dall’inizio alla fine Kenji, ma tutti i personaggi sono irresistibili. Non ti sto neanche a dire come sono rimasta leggendo la scena del tetto… vabbè.
    Comunque la cosa che mi ha affascinato di più è stata, come hai giustamete appuntato, lo strano stile di scrittura dell’autrice. Ti giuro che dopo aver staccato la prima volta (avevo già letto 199 pagine in meno di due ore), mi sono sentita quasi strappata via dal corpo di Juliette. La sensazione che mi ha dato leggere “Schegge di me” è stata di condividere in corpo della protagonista e di non avere la possibilità di avere voce in capitolo. Ho vissuto le azioni di Juliette, come uno spirito imbrigliato nel corpo di un’altra persona e questo lo si deve sicuramente a quello strano genere di narrazione, con le righe cancellate, con quei sentimenti brutali buttati così tra le righe. E i suoi pensieri quando c’è Adam con lei… poetici è dire poco. Rendono così tanto l’idea che fa quasi male sapere che esistono altre parole per descrivere i sentimenti. Bellissimo.
    Ora hai l’obbligo morale di avvertirmi appena esce il secondo!
    Baci e grazie.

    Pinzy

    PS: sempre più facile!

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