“Ascend – Il regno ritrovato” – Una conclusione che salva le sorti della trilogia trylle.

Mi spiace di non essere riuscita a recensire i primi due libri della trilogia Trylle scritta da Amanda Hocking, ma forse è stato meglio così perchè mai mi sarei aspettata di premiare in questo modo il risultato degli sforzi dell’autrice di “Switched“, “Torn” ed “Ascend“.

Ovunque c’erano cadaveri, alcuni irriconoscibili, altri fin troppo familiari. Willa era in bilico sulla voragine della scalinata con la testa completamente girata sulla schiena, una torsione impossibile per una persona viva. Duncan era schiacciato dal lampadario, circondato da schegge di vetro. Tove era in una pozza di sangue, mentre Finn era accartocciato sui gradini sconnessi, le ossa che gli perforavano la pelle. Il petto di Loki era trafitto da una spada che lo inchiodava alla parete come un’insetto nella teca di un’entomologo. Io giacevo morta ai piedi di un uomo. Accanto alla mia testa c’era la corona fracassata: ero morta dopo l’incoronazione. Ero la regina.

ascend-hocking-fazi-280x400 Siamo alla resa dei conti finale e Wendy Everly si trova di fronte a una scelta impossibile. Ormai è una donna pienamente consapevole dei suoi poteri, ma l’unico modo per salvare i Trylle dal loro nemico mortale è sacrificare se stessa. Se non si arrenderà ai Vittra, il suo popolo dovrà affrontare una brutale guerra, ma come può Wendy abbandonare tutti i suoi amici, anche se questo fosse l’unico modo di salvarli? 
La principessa deve anche decidere chi amare, se Finn o Loki, a entrambi i quali è profondamente legata. Uno di loro due è la sua anima gemella e l’ha capito solo nel momento del più grave pericolo. 
Il destino di un intero mondo è nelle mani della ragazza, che seguendo il suo cuore arriverà dove nessuno era mai riuscito, là dove i due popoli conosceranno per la prima volta la pace.

Favoloso epilogo per la trilogia Trylle di Amanda Hocking, quello che si nota a priva vista è il livello narrativo che l’autrice ha raggiunto nel corso dei tre libri.

Parliamoci chiaramente, il primo libro, “Switched“, sembrava scritto da un ragazzino di terza media: un po’ campato per aria, troppo approssimativo, e per quanto la trama e l’intreccio fossero interessanti, il racconto della Hocking non convinceva affatto. Ma grazie a questa storia affascinante, ambientata in un mondo, quello dei troll, che in letteratura fantasy non è mai stato approfondito abbastanza, mi ha convinta a non demordere.

La base di partenza è sempre quella, una ragazza che non sente di appartenere al mondo normale, cosa che accade al 99,9% degli adolescenti che conosco, senza andare troppo lontano basti guardare alla propria adolescenza. Beh Wendy non solo non si sentiva al suo posto, ma sua madre aveva tentato di ucciderla accoltellandola alla pancia il giorno del suo sesto compleanno e per questo è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico.

Fino a qui posso dire di essermi sentita solidale con Wendy, un’infanzia sicuramente difficile non fa nascere dei caratteri accomodanti, però alla fine, dopo aver letto tutto il primo libro, non la sopportavo. I protagonisti erano un po’ troppo stereotipati e non riuscivo a trovarmi solidale con nessuno di loro.

Le cose iniziano a migliorare con “Torn“, la trama si infittisce e Wendy scopre che non è la glaciale madre naturale, Elora, che deve temere, ma il suo vero padre, uno spietato re Vittra che per impadronirsi del regno Trylle, di cui la madre di Wendy è regina, la rapisce.

Finalmente nel secondo volume Amanda Hocking mette in campo dei personaggi molto più chiari, più carichi di personalità, un po’ più umani e meno esagerati e soprattutto getta le per un triangolo amoroso davvero interessante e pericoloso.

C’è Finn, cercatore tenebroso e complicato – a mio parere un po’ troppo complicato,  e c’è Loki, principe Vittra all’apparenza un po’ pieno di sé, ma affascinante e divertente. Non aggiungo altro perché se no rischio di farvi capire chi si becca la principessa…

Diciamo che l’autrice è molto brava a buttare carne sul fuoco, quindi il lettore alla fine del secondo volume non vede l’ora di divorare il terzo. Così arriviamo ad “Ascend“.

Il terzo libro della saga Trylle si legge velocemente, anche perché la trama è molto incalzante e ricca di colpi di scena. Il ritmo della storia è alto, gli eventi si susseguono velocemente, quasi che il lettore si sente partecipe delle imminenti decisioni di cui Wendy, in qualità di futura regina, dovrà prendere per il bene del suo popolo mettendo da parte la sua felicità, facendo di lei una novella Elisabetta I di Inghilterra.

Non voglio dirvi molto, perché secondo me è un libro che va scoperto da soli, e poi perché non sarebbe giusto svelarvi il finale. Ma posso consigliarvi di dare fiducia ad Amanda Hocking che con questa trilogia ha dimostrato come uno scrittore possa crescere, regalandoci un finale emozionante con un messaggio positivo rivolto a tutti. L’autrice è così riuscita a parlare al suo giovane pubblico di argomenti forti come la parità tra le classi sociali, la parità tra uomo e donna e soprattutto dell’omosessualità, riconducendo tutto al semplice diritto di amare chi si vuole, concetto che per molti purtroppo ancora non è chiaro o peggio che altri danno per scontati.

Alla fine la trilogia non è affatto male e l’ultimo libro risolleva le sorti di tutta la serie, inoltre è di facile lettura, una bellissima vacanza mentale del mondo dei Trylle che chiunque si può permettere grazie al costo davvero economico dei libri. Credo che molti di voi si faranno affascinare dalle descrizioni del regno Trylle e posso dire che è davvero un bel mondo dove rifugiarsi. Per questo motivo la mia valutazione di questo romanzo è di 4 stelline.

StarStarStarStar

Buona lettura a tutti!!

-Liz

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