“Raven Boys”, baci mortali e re leggendari.

Era tanto che aspettavo di leggere un romanzo di Maggie Stiefvter, avrei tanto voluto leggere I Lupi di Marcy Fall ma il tema dei licantropi, protagonisti di quella serie,  non mi è mai stato molto affine. Per fortuna ho finalmente realizzato questo desiderio grazie a “Raven Boys” e l’ho letteralmente divorato!

Infinite volte le avevano fatto aprire la mano, esaminato il palmo, letto il futuro da un mazzo di carte con il bordo di velluto sparso sul tappeto del salotto di famiglia. I pollici venivano premuti sul mistico, invisibile terzo occhio che avrebbe dovuto trovarsi tra le sopracciglia. Venivano disegnate rune, interpretati sogni, scrutinate foglie di tè e condotte sedute spiritiche.
Eppure tutte le donne giungevano alla medesima conclusione, così brutale e inspiegabilmente specifica. Ciò su cui tutte concordavano, nelle diverse lingue della chiaroveggenza, era questo: se Blue avesse baciato il suo grande amore, egli sarebbe morto.

the raven boys“E’ la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s’innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai.
Blue si è sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino non può voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lunga la “linea di prateria” che attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un’antica leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un’avventura che la porterà molto più lontano del previsto”.

 

Semplicemente leggendo la trama avevo riposto molta speranza in questo libro e sono davvero felice che questa mia prima esperienza con Maggie Stiefvater si sia rivelata positiva. Sono rimasta davvero affascinata dal mondo che l’autrice è riuscita a creare, riempiendolo di personaggi davvero singolari, leggende e misteri da risolvere.

Diciamo che il primo stadio della lettura di questo libro è stato una “leggera confusione” proprio perché l’autrice non perde tempo nel mettere in gioco subito tutti i personaggi, esagerando con i primi avvenimenti e soffermandosi molto sulle vite di ogni singolo elemento – cosa che in ogni caso apprezzo perché mi piace aver davanti dei personaggi ben costruiti. Il secondo stadio è la “voglia di sbrogliare la fitta trama” cercando di collocare ogni pezzo al suo posto. Il terzo stadio è stato “piccola tristezza” (e leggendo capirete perché) / “enorme soddisfazione” misto a “quando arriva il prossimo libro?“. Insomma sembrerebbe proprio che quella proposta da Maggie Stiefvarter sia la formula chimica perfetta che sta dietro alla dipendenza.

Il primo personaggio che incontriamo leggendo il libro è quello di Blue Sargent e la prima cosa che sappiamo di lei è la profezia che la riguarda: Blue Sargent avrebbe ucciso il suo primo amore. Blue ha passato metà della sua vita a cercare di capire come avrebbe potuto uccidere il suo vero amore con un semplice bacio, si è scervellata alla ricerca di una spiegazione logica arrivando ad una sola conclusione: il vero amore non esiste quindi lei non si sarebbe mai innamorata. Continua a leggere

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Un nuovo libro per la saga ‘I Lupi di Mercy Falls’

Una magnifica notizia che serpeggiava da tempo, è stata finalmente indirettamente confermata dalla diretta interessata. Maggie Stiefvater, già autrice di una Saga di cui sul blog abbia spesso parlato ‘I Lupi di Mercy Falls’, sul suo account facebook ha pubblicato l’anteprima della copertina inglese del suo nuovo libro ‘Sinner’!

Quindi è sicuro, questo libro andrà ad unirsi alla trilogia composta da ‘The Shiver’ ‘Deeper’ e ‘Forever’, ed ecco a proposito cosa la Stiefvater spiegava mesi fa.

“Per me finire la trilogia di Shiver è stato un momento agrodolce – sapevo che non sarei più tornata a Mercy Falls una volta che la storia di Sam e Grace fosse finita. Ma Cole e Isabel si facevano sentine nel profondo della mia mente. Entrambi erano completi a metà alla fine della trilogia, e volevo sapere se potevano essere completi del tutto.”

Quindi si tratta di una sorta di spin-off in cui Cole ed Isabel saranno i protagonisti della storia. Anche se non è ancora confermato, pare che il libro uscirà ad INIZIO LUGLIO in inglese, ancora invece non si sa nulla per la versione italiana, ma sicuramente sarà da lì a pochi mesi. Teniamo d’occhio la Rizzoli, la casa editrice  italiana.

Quindi una grande notizia per tutti i fan di questa Saga…. io non vedo letteralmente l’ora di ri-immergermi nelle bellissime atmosfere della Stiefvater !

 

Padme.

Annunciato il titolo del secondo libro della “Trilogia Dei Sogni”.

Grandissime novità per tutti i fans di Kerstin Gier, la notizia è ormai di qualche settimana fa, però non posso esimermi dall’annunciarla: il secondo libro della “Trilogia Dei Sogni” uscirà in Autunno e si intitolerà “GOLD!!

Sono davvero molto emozionata, perché una delle trilogie che più ho amato negli ultimi anni, e se leggete da tempo questo blog non è di certo una novità, è sicuramente “La Trilogia Delle Gemme“. Per farvi capire quanto adori la Gier, dopo aver divorato “Silver“, primo libro della nuova serie dal titolo “La Trilogia Dei Sogni“, ho dovuto rileggere tutta “La Trilogia Delle Gemme“!! Oh Gwen, quanto mi sei mancata!! Oh Gideon, quanto mi sei mancato!! …Oh caro GOLLUM, mi sei mancato anche tu!!

Tornando all’argomento principale, le notizie non finiscono qui perché qui sotto troverete una lettera molto speciale che Kerstin Gier ha scritto rivolgendosi proprio a noi fans, mi raccomando: LEGGETELA SOLAMENTE SE AVETE GIA’ FINITO DI LEGGERE “SILVER” PERCHE’ CONTIENE POTENZIALI SPOILER!!

 

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“The New Hunger”, tanta delusione…

Dopo aver letto ed amato “Warm Bodies“, non potevo di certo esimermi dal leggere il suo prequel, uscito in versione cartacea lo scorso Novembre, “The New Hunger“, ma sinceramente mi aspettavo molto di più da Isaac Marion.

Ma l’uomo apre gli occhi.
Fissa il cielo. Avverte un vago impulso: muoviti. E così si mette a sedere. Ha gli occhi aperti, eppure non vede nulla. Percepisce solo una massa indistinta, senza sapere che è indistinta: non ha mai visto in maniera nitida.
Questo è il mondo, pensa. Il mondo è soffice.
Passano le ore. I suoi occhi ricordano come mettere a fuoco e all’improvviso tutto diventa affilato. Coltelli. Denti. Vetri rotti. Pensa che preferiva il mondo quando era soffice. Quando non riusciva a vedere ciò che conteneva.

the-new-hunger-marion-fazi-280x408New York è ormai un’immensa palude. New Orleans una barriera corallina. Sull’intero paese, devastato da calamità naturali e privo di un governo centrale, incombe il terribile incubo degli zombie che si aggirano ovunque alla ricerca di sopravvissuti da divorare. Nora e suo fratello Addis, abbandonati dai loro genitori solo con qualche abito e un kit di pronto soccorso, vagano incessantemente da una città all’altra per sfuggire al pericolo di essere derubati o uccisi. Nel frattempo una ragazza di nome Julie è in viaggio con i suoi genitori alla ricerca di un luogo sicuro dove stabilirsi. Ha solo dodici anni, ma ha visto la sua scuola bruciare e i suoi amici morire. Ha visto suo padre diventare freddo e spietato quanto gli zombie. Tutto quello che realmente desidera è un posto da chiamare casa, anche se non lo sarà mai davvero. Intanto non molto lontano da loro un uomo si risveglia nel bosco e non ricorda né chi è né dove si trova e perché. Mentre si vaga senza meta si sforza di rammentare dettagli della sua vita ma l’unica cosa che gli viene in mente è una consonante: R. Un nome che inizia con R.

Devo ammettere che questo piccolo romanzo mi ha enormemente delusa. La storia è molto ricca di potenzialità, ma purtroppo sembra quasi che l’autore non sia riuscito a sfruttarle. Nonostante una storia davvero interessante, basata su pochi personaggi, Marion alla fine del libro non riesce a raggiungere il punto, concludendo miseramente il prequel con una fine frettolosa ed aperta ad un lontano futuro, quello che poi sarà “Warm Bodies“.

Innanzi tutto speravo di incontrare un R ancora umano, conoscerlo meglio prima che l’epidemia lo contagiasse, sicuramente l’essere zombie lo avrà cambiato e sarebbe stato piacevole conoscerlo quando ancora era umano. Invece ci troviamo davanti un uomo appena trasformato in zombie che non riesce a capire che cosa è diventato, che non ha coscienza del suo essere e del suo vivere. Tralasciando questa mancanza, ho trovato in ogni caso interessante la parte in cui R inizia a sentire “il mostro” dentro di lui crescere e prendere possesso del suo Io.

Durante la lettura di “The New Hunger” approfondiamo un pochino di più la conoscenza di Nora, che nel primo libro ha il ruolo di migliore amica di Julie, e del suo fratellino, Addis, insieme li seguiamo nel loro vagabondare alla ricerca di un luogo sicuro in cui sopravvivere. Sarebbe stato tutto molto interessante se Marion non avesse affrontato tutto con molta superficialità, non sono riuscita nemmeno a provare la giusta empatia con questi due personaggi.

Infine, ecco Julie e la sua famiglia, ed anche qui le delusioni si sprecano. Nessun lavoro sui personaggi, sui loro caratteri e sul motivo che li ha portati ad essere quello che sono.

Purtroppo il grande difetto di questo libro è che molte cose sono state date per scontate, appoggiandosi un po’ troppo al precedente romanzo. A causa di questo motivo “The New Hunger” non può essere letto senza aver prima letto “Warm Bodies“, davvero una situazione penalizzante per la credibilità stessa del libro.

Come si può evincere dalle parole, la mia valutazione è di poche stelline, due per l’esattezza…

StarStar

-Liz

“Silver”, dove sogno e realtà sono uniti da porte speciali…

Mi guardai intorno indecisa.
Mi trovavo in un’altro corridoio, all’apparenza infinito, con tantissime porte a destra e a sinistra.
Quella più vicina era dipinta di verde carico, aveva borchie di metallo scure ed antiquate, una fessura per le lettere dello stesso materiale e una maniglia di ottone a forma di lucertola ricurva.
Di colpo ne ebbi la certezza: se volevo andare a fondo di quei sogni misteriosi, dovevo aprirla. Ed entrare.
Se ne avevo il coraggio.

Silver“Porte con maniglie a forma di lucertola che si spalancano su luoghi misteriosi, statue che parlano, una bambinaia impazzita che si aggira con una scure in mano… I sogni di Liv Silver negli ultimi tempi sono piuttosto agitati. Soprattutto quello in cui si ritrova di notte in un cimitero a spiare quattro ragazzi impegnati in una inquietante cerimonia esoterica. 
E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché Grayson e i suoi amici sono reali: frequentano la stessa scuola, da quando Liv si è trasferita a Londra. Anzi, per dirla tutta, Grayson è il figlio del nuovo compagno della mamma di Liv, praticamente un fratellastro. Meno male che sono tutti abbastanza simpatici. Ma la cosa inquietante – persino più inquietante di un cimitero di notte – Liv ha scoperto di avere accesso ai sogni degli altri. Attraverso porte dai colori e forme diverse entra letteralmente nell’inconscio dei suoi amici. Una faccenda affascinante, se non fosse che, da alcune frasi che capta durante il giorno, sembra che loro siano consapevoli della presenza di Liv nei propri sogni. Loro sanno delle cose su Liv che lei non ha mai rivelato, cose che accadono solo nei suoi sogni. Come è possibile? Come ciò possa avvenire resta un mistero, esattamente il genere di mistero davanti al quale Liv non sa resistere…

Ho atteso per così tanto tempo il ritorno di Kerstin Gier che ancora non mi rendo conto di aver già finito di leggere “Silver“!! Nonostante il lavoro, la casa, una vita sociale, sono riuscita a bermelo in 4 giorni, per me è davvero un primato, visto che ultimamente la mia fama di accanita e veloce lettrice stava andando a farsi benedire – la mia media nell’ultimo periodo si aggirava sui 10/15 giorni per libro -, ma devo davvero ringraziare Kerstin Gier per aver risvegliato in me il fuoco della lettura!!

Come sempre l’autrice si fa riconoscere per la sua scrittura scorrevole e la profondità dei personaggi. Se avete amato Gwen nell’appassionante “Trilogia delle Gemme“, rimarrete altrettanto estasiati dalla testardissima Liv: mente razionale, giusta quantità di autoironia mista a cinismo e passione irrefrenabile per i misteri. Continua a leggere

“Ogni Giorno” – Hai mai sognato di essere un’altra persona?

Quando una trama ti colpisce non puoi far a meno di acquistare un libro, se poi il libro risulta essere all’altezza delle tue aspettative non puoi far a meno di essere assolutamente entusiasta di quello che hai appena finito di leggere, se poi alla fine scopri che l’autore è un genio e ha collaborato alla scrittura di un’altra storia che adori, capisci che queste 3 cose non sono una pura casualità. Questo è quello che mi è accaduto leggendo “Ogni Giorno” di David Levithan.

Da quando è nato, A si risveglia ogni giorno in un corpo diverso. Per ventiquattr’ore abita il corpo di un suo coetaneo, che poi è costretto ad abbandonare quando il giorno finisce. Di giorno in giorno, A può essere qualsiasi persona: uomo, donna, di qualsiasi etnia, di qualsiasi preferenza sessuale, l’unica costante è l’età, 16 anni. Affezionarsi alle esistenze che sfiora è un lusso che non può permettersi, non è concesso influenzarle perché è un peccato di cui non vuole macchiarsi. Gli succede da così tanto tempo che ormai ha imparato a non lasciarsi dietro tracce del suo passaggio.

Ma tutte le regole che si è creato, per proteggere la sua esistenza e quella del suo ospite, perdono significato quando però conosce Rhiannon. A si innamora, non è un amore condizionato dal ricordo che il corpo ha della persona che gli siede davanti, è LUI che prova questo sentimento e alla luce di questo chiudere gli occhi e riprendere il cammino da nomade è impossibile.

A cerca di stabilire un contatto, non è pronto a lasciare Rhiannon, così ogni giorno si sveglia e cerca di raggiungerla: mail, telefonate, disperate corse in macchina… tutto questo occupando ogni giorno un corpo diverso. Rhiannon all’inizio è spiazzata, capisce che è sempre A in corpi diversi, lui riesce a confessare la sua maledizione, fino a convincere Rhiannon che è tutto vero, che quello che ogni giorno si presenta da lei è la stessa persona. Continua a leggere

“The Host – L’ospite” un libro di invasioni aliene, amore e sopravvivenza.

Visto l’imminente uscita del film, non potevo esimermi dal recensire un romanzo che ho decisamente amato: “L’ospite” di Stephenie Meyer.

Si consiglia di leggere il libro prima di vedere il film!!!

Più riguardo a L'ospite

In un futuro non troppo lontano, la specie umana sta scomparendo. Un’altra razza, aliena, potente e intelligentissima, ha preso il sopravvento. Questa specie aliena che non usa armi di distruzione di massa per conquistare il nostro pianeta, l’invasione avviene come un contagio, in modo silenzioso e nel momento in cui la popolazione comincia ad accorgersene, ormai è troppo tardi. Solo un pugno di resistenti è nascosto in zone inaccessibili per sfuggire ai nuovi dominatori.

Viandante è un’anima che si è appena insidiata in un corpo umano, di lei conserva le fattezze e gli ultimi ricordi. La legittima proprietaria che precedentemente occupava il suo corpo però non vuole arrendersi alla sua sorte: Melanie è ancora viva dentro di sé.

Si ritrovano così Melanie e Viandante, due anime che imparano a convivere e a conoscersi come fanno due coinquiline che fanno fatica a sopportarsi e che per ironia della sorte sono costrette a convivere in uno striminzito monolocale, nel nostro caso in un unico corpo, condividendo sensazioni e pensieri, tanto da non riuscire più a capire quando i sentimenti dell’una influenzino l’altra. 

La prima reazione di Viandante è quella che ci sia qualcosa di sbagliato, ma la sua società non sbaglia mai, ed inizia a pensare che ci sia qualcosa nel suo corpo che non vada. Ma nel momento in cui questi pensieri le si affacciano alla mente è la società stessa che trova un modo per legare Viandante a Melanie, assegnando loro un nemico comune: la Cercatrice che ha catturato Melanie.

L’istinto di entrambe le convince a non fidarsi della Cercatrice così, confusa e sopraffatta dagli eventi, Viandante si farà guidare da Melanie alla ricerca dell’ultimo avamposto umano, alla ricerca degli affetti che tengono ancora Melanie legata a questo mondo: Jared e Jamie.

Jared, l’uomo che Melanie ama profondamente, e che nonostante tutto non riesce a dimenticare. Neppure adesso che il suo corpo dovrebbe essere niente più di un guscio vuoto, un semplice involucro per l’anima aliena che le è stata assegnata. Perché l’identità di Melanie, i suoi ricordi, le sue emozioni e sensazioni, il desiderio di rincontrare Jared, sono ancora troppo vivi e brucianti per essere cancellati.

Jamie, il fratellino che Melanie ha sempre protetto e che spera di ritrovare, l’unico membro della sua famiglia ancora vivo.

Così Viandante, del tutto inaspettatamente, si ritrova invasa dal più umano e sconvolgente dei sentimenti: l’amore.

Spinta da questa forza nuova e irresistibile, accetta, contro ogni regola e ogni istinto della sua specie, di mettersi alla ricerca di Jared. Per rimanere coinvolta, insieme all’ostinata, appassionata Melanie, nel triangolo amoroso più impossibile e paradossale, quello fatto di tre anime e due soli corpi. 

Sarà così che Viandante, imparerà a conoscere meglio i sentimenti che contraddistinguono l’umanità, interrogandosi se la loro missione, rendere la terra un posto migliore, possa valere la perdita di tutte queste emozioni.

Sono passati molti anni da quando lessi per la prima volta “L’ospite” di Stephenie Meyer e, nonostante tutto questo tempo, per me è e rimane una storia assolutamente indimenticabile. So bene che regna dello scetticismo nei confronti di Stephenie Meyer, nel bene e nel male il fenomeno letterario di “Twilight” ha causato questo pregiudizio e sono poche le persone che riescono ad andare oltre il delirio che vi si è creato attorno. Personalmente mi sono imbattuta nella Meyer proprio all’inizio ed ho potuto leggere “Twilight” prima che uscisse il film, riuscendo così a farmi un’idea senza essere condizionata da nessuno. Ho amato l’intera Saga di Twilight e non mi vergogno affatto a dirlo, anzi, posso dire di aver amato ogni singola parola scaturita dalla penna della Meyer, come ho amato quelle della Rowling.

Stephenie Meyer viene molto spesso criticata per la sua scrittura troppo semplice, io tutta questa semplicità non la vedo, semmai trovo che la sua sia una scrittura lineare, precisa e scorrevole, capace di guidarti in una storia senza farti mai perdere il filo dei discorsi e degli avvenimenti. Oltretutto bisogna riconoscere alla Meyer il suo impegno nel creare dei personaggi completi, ben sfaccettati e non stereotipati, rendendo il suo stile unico nel suo genere.

Lo stesso tipo di scrittura e la stessa cura dei personaggi, lo si può senza dubbio ritrovare nelle pagine di “L’ospite“. Continua a leggere